C’è un vuoto pneumatico in queste menti… niente rispetto per la vita altrui… mancando principalmente di rispetto alla propria vita… la preistorica legge del “branco” porta a questa specie di “squadrismo”, che porta all’indifferenza per paura, che porta alla disgregazione sociale e all’odio per chi nemmeno conosci, per chi ti sembra minaccioso o diverso… per chi ha i capelli un po’ lunghi… per una sigaretta negata… abbiamo il dovere di riempire questo vuoto con azioni che portino esempi contrari a questa logica distruttiva… cinque ragazzi di vent’anni appena hanno portato l’uomo indietro di secoli, questo non dobbiamo permetterlo…
Il momento è topico, l’umanità è ad un bivio… o il vuoto della stupidità e della violenza, o la pienezza di una vita vissuta, a volte semplicemente, ma nel pieno rispetto dell’altrui esistenza.
Ogni persona è singolarmente responsabile di quel che nel mondo accade. In varie misure, certo, ma in ognuno di noi alberga la dose di indifferenza dell’altro che può produrre aberranti azioni ingiustificabili ed inqualificabili per la dignità umana.
Altri modelli servono a questo terzo millennio, altre idee aiuteranno l’uomo ad uscire dal periodo buio che stiamo attraversando, altri uomini verranno dopo di noi ed è a loro che dobbiamo rispetto.
L’innocente ha perso la vita, perché di un innocente si tratta… altri innocenti hanno perso la loro vita ed altri la perderanno, ognuno di questi risponde ad un nome, una famiglia, un figlio, un padre, una madre… e la causa di questo è la stupidità… la stupidità che porta alla cieca violenza, la stupidità che calcia il viso di uno sconosciuto, la stupidità figlia degenere dell’indifferenza…
Della stupidità di DIETRICH BONHOEFFER (Breslavia, 1906- impiccato nel campo di concentramento di Flossemburg nel 1945) Da “Resistenza e resa” pagg. 64-67
“Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese. Qui non si può ottenere nulla, né con proteste, né con la forza; le motivazioni non servono a niente.
Se vogliamo trovare il modo di spuntarla con la stupidità, dobbiamo cercare di conoscerne l'essenza. Una cosa è certa, che si tratta essenzialmente di un difetto che interessa non l'intelletto ma l'umanità di una persona. Ci sono uomini straordinariamente elastici dal punto di vista intellettuale che sono stupidi, e uomini molto goffi intellettualmente che non lo sono affatto. Ci accorgiamo con stupore di questo in certe situazioni, nelle quali si ha l'impressione che la stupidità non sia un difetto congenito, ma piuttosto che in determinate circostanze gli uomini vengano resi stupidi, ovvero si lascino rendere tali. Ci è dato osservare, inoltre, che uomini indipendenti, che conducono vita solitaria, denunciano questo difetto più raramente di uomini o gruppi che inclinano o sono costretti a vivere in compagnia. Perciò la stupidità sembra essere un problema sociologico piuttosto che un problema psicologico. È una forma particolare degli effetti che le circostanze storiche producono negli uomini; un fenomeno psicologico che si accompagna a determinati rapporti esterni. Osservando meglio, si nota che qualsiasi ostentazione esteriore di potenza, politica o religiosa che sia, provoca l'istupidimento di una gran parte degli uomini. Sembra anzi che si tratti di una legge socio-psicologica.
Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente, ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato. È ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona. Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale…”
Ognuno di noi ha il compito di uscire dall’indifferenza e dalla paura. Ogni cittadino di Verona ha Verona nel cuore ed ogni cittadino che abbia un cuore deve provare vergogna che simili atti possano essere perpetrati sul suolo della propria città.
Vergogna che provo profondamente.