venerdì 25 gennaio 2008

Mozione congiunta del consiglio della 2^ Circoscrizione

Il consiglio della 2^ Circoscrizione, in data 24 gennaio 2008, ha approvato all'unanimità questo documento che condanna ogni forma di violenza all'interno del dibattito politico che, come per sua natura e prerogativa, deve assolutamente restare nell'ambito del reciproco rispetto e del dialogo costruttivo.

mercoledì 23 gennaio 2008

Scadenze e procedure

Per le Associazioni che desiderano collaborare con la 2^ ecco il "prontuario" con tutte le scadenze:

martedì 15 gennaio 2008

Da L'Arena di martedì 15 gennaio 2008


DRAMMA DELLA SOLITUDINE. Un centinaio di persone al funerale della donna ritrovata priva di vita in un appartamento di Veronetta a tre mesi dal decesso «Questa morte insegni a non vivere nella paura» Forte appello del parroco di San Tomaso a non anteporre la «sicurezza» all’attenzione ai bisognosi Ci sono ancora(!) dei profeti nella nostra Chiesa Veronese !!!

da l'Arena di oggi

Ci sono molte più persone di quante ne avesse mai frequentato in vita sua all’ultimo addio di Maria Cialich, la cinquantunenne veronese, figlia di un’esule istriana, trovata morta nel suo appartamento a tre mesi dal decesso. All’inizio del rito funebre, nella chiesa di San Tomaso, se ne radunano una sessantina. E non sono solo «pie donne», come ci si aspetterebbe, anche se la componente femminile è prevalente, perché ci sono pure molti uomini e alcuni giovani. La cerimonia è accompagnata dal suono dell’organo sul quale suonò Wolfgang Amadeus Mozart. Chissà se l’avrebbe mai immaginato la Cialich? Chissà se avrebbe mai pensato, lei che era tutta sola al funerale della madre, come ricorda monsignor Carlo Vinco, di avere così tanta gente dietro la sua di bara? Ci sono anche le rappresentanti dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, guidate dalla presidente Francesca Briani, che vogliono essere vicine a colei che sentono come una sorella d’esilio, pur non risultando iscritta, e le dedicano un ricordo ai piedi dell’altare. L’omelia di don Vinco interroga le coscienze. Come è possibile che nel cuore di un quartiere ancora vivo e ricco di relazioni, quale Veronetta, non ci si accorga per così tanto tempo della morte di una persona e della sofferenza che l’ha preceduta? Come può succedere che in pochi mesi tre donne abbiano subito la stessa sorte di una tardiva scoperta del decesso? «Segni delle fatiche, delle disattenzioni, delle povertà del nostro spirito», li chiama. Ricorda la prima visita alla Cialich e alla madre, una decina d’anni fa, quando ancora vivevano nella soffitta sopra il loro appartamento, in una condizione di povertà e di estrema solitudine, chiuse nel loro rapporto forse un po’ patologico. Ne cita la mitezza di «donna povera, che ha conosciuto l’afflizione, pura di cuore, che aveva fame e sete di giustizia perché la giustizia vera non l’ha mai conosciuta, schiva e timida, che persino in chiesa veniva da sola, di una dolcezza interiore che l’ha resa forse persino vittima della sua mitezza». C’è amarezza quando ammette che persino la Chiesa non ha più il polso delle situazioni nei quartieri, perché sono cambiati, perché le reti di relazioni si sono sfilacciate. «Ci sfuggiamo reciprocamente», denuncia, «spesso per un malinteso senso del rispetto reciproco che nel momento della sofferenza diventa falso rispetto e perché ci sembra la nostra vita sia già sufficiente a se stessa». E arriva l’invito alla riflessione, rivolto anche alle autorità presenti, sull’eccessiva enfasi che è stata data al «bisogno di sicurezza». «Prima che di sicurezza», scandisce con pacatezza, «dobbiamo parlare di fraternità, di bisogno di relazioni. ci sono paure che quando diventano eccessive ci pongono nella direzione di non riconoscerci, o vengono gonfiate o anche solo evidenziate ci mettono nella condizione psicologica di chiudere la porta e talvolta anche il nostro cuore. La fede ci dice invece che dobbiamo aver fiducia di chi ci è accanto e che essere chiesa vuol dire prima di tutto sentirsi fratelli. La morte di Maria ci insegna che la parola prima non è la paura, neanche delle situazioni difficili, ma la fiducia. Nell’altro e in noi noi stessi, nelle nostre capacità di dare all’altro quello che all’altro serve. È inutile contare solo sull'efficienza delle istituzioni», conclude, «la prima efficienza passa da uno sguardo, da un saluto, da una stretta di mano, dallo stupirci che ci siano vicino a noi delle sofferenze che non è giusto che ci siano». Intanto la chiesa si va riempiendo. Sono forse più di un centinaio i presenti. Quasi nessuno conosceva prima Maria, ma sono qui perché toccati nel cuore dalla sua fine.
C’è speranza se questo accade ancora

venerdì 11 gennaio 2008

Report del 10 gennaio 2008

Verona, 10 gennaio 2008

Cara amica, caro amico,

questo periodo natalizio caratterizzato, per storia e tradizione, da un clima di attesa, apertura solidale e generosa al prossimo e sguardi fiduciosi rivolti al futuro, è stato segnato da eventi ed atteggiamenti sempre più preoccupanti.
Un’ondata di individualismo ed egoismo sta investendo Verona, travolgendo e distruggendo con meticolosa precisione quella rete di protezione sociale che con tanta fatica e pazienza è stata tessuta negli anni per i nostri concittadini più deboli e sfortunati.
Tassello dopo tassello si compone il mosaico ideologico di questo sindaco e della sua giunta, fatto di vuoti proclami alla cristianità. La ricerca continua e mirata di luoghi di frizione e conflitto, senza capacità di ascolto, confronto e dialogo, è caratterizzata da un rifiuto dello straniero e delle differenze che questo introduce. Tale atteggiamento, mascherato dalla necessità di mantenere una propria identità culturale, dimentica che “il dialogo fa parte dello statuto costitutivo del cristiano: farsi prossimo dell’altro, ascoltare l’altro, fino a farsi servo dell’altro”.
Da mesi ormai sindaco, assessori e consiglieri comunali gareggiano in questa sorta di tiro al bersaglio:

La partecipazione a manifestazioni di formazioni di estrema destra palesemente razziste.
La revoca della concessione di Corte Molon alla Comunità dei Giovani di don Pighi.
L’annullamento del premio Verona-Municipio dei Popoli “Enzo Melegari” (fondatore del movimento Laici America Latina).
La sostituzione, all’accoglienza presso il dormitorio comunale, di operatori ed educatori (appositamente formati), con vigilantes di una società privata.
La minaccia di sospendere il sostegno del Comune alla casa di accoglienza della comunità di Emmaus.
Le panchine anti-vagabondo.
La rimozione dei cassonetti, per la raccolta degli abiti dimessi, della Caritas diocesana

Non di meno le Circoscrizioni, ed in particolare i Presidenti delle stesse, tentano di emulare il nostro sindaco, in una sorta di rincorsa a chi la spara più grossa, trasformando i Consigli di Circoscrizione da luoghi di pensiero e progettazione della città e dei suoi quartieri, in centri di gestione (e spreco) di piccole fette di denaro pubblico, non certo per migliorare le condizioni della nostra città e dei nostri concittadini, ma per assicurarsi simpatie e voti del proprio bacino elettorale.
La seconda Circoscrizione non si tira di certo in dietro: ecco che non più tardi del 13 dicembre i consiglieri di Centro Destra, nonostante precedente parere favorevole della commissione che si è occupata dell’argomento, hanno compattamente (compresi UDC e FI) rifiutato la concessione di una stanza per l’apertura di un Centro d’Ascolto Caritas interparrocchiale, accampando scomposti farfugliamenti su limitazione della privacy, pericolosità degli utenti, utilizzo degli spazi per altra destinazione! Sono arrivati addirittura a sostenere una raccolta di firme fra le associazioni già presenti, terrorizzandole sui possibili rischi (!!) per i volontari presenti.
Non contenti durante la stessa seduta hanno deliberato un contributo economico di 3.000 Euro per manifestazioni organizzate dalla parrocchia di S Giorgio (Prima Circoscrizione),tra le quali un concerto corale, mentre pochi mesi prima per analogo evento alla parrocchia di San Benedetto (Seconda Circoscrizione) ne avevamo stanziati 300 …; sempre solo con i voti favorevoli dei consiglieri di Centro Destra … un bel regalo davvero. Per non parlare degli 820 Euro destinati a case di cura private …situate sul territorio della nostra Circoscrizione.

NON CONDIVIDIAMO ASSOLUTAMENTE questo modello di decentramento
CI OPPONIAMO FERMAMENTE a questa modalità di amministrare il bene pubblico
CREDIAMO e CI IMPEGNIAMO per un disegno di città diverso, più giusto e solidale

Non ci riconosciamo in una fredda, acritica ed asettica città chiusa dentro le sue mura di indifferenza, individualismo ed odio del diverso. Vogliamo e dobbiamo impegnarci tutti per RITROVARE INSIEME IL VERO VOLTO DI VERONA.

Nel rinnovarti l’invito a fare da tramite con il tuo quartiere nel raccogliere problemi e proposte e a partecipare in maniera attiva alle adunanze, ti porgiamo cordiali saluti.

I tuoi consiglieri